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Sezione 1. Per una storia degli insegnamenti matematici

Questa sezione vuole fornire una panoramica dei libri più rappresentativi per l’insegnamento della matematica. Di particolare pregio ed interesse sono quindi le edizioni cinquecentesche degli Elementi di Euclide (1574) o della Sfera di Sacrobosco (1586). Composti con l’idea di fornire un quadro coerente per imparare la geometria e l’aritmetica teorica, gli Elementi rappresentano un primo esempio di “libro elementare” per l’apprendimento delle matematiche. Un’edizione storica degli Elementi fu quella pubblicata nel 1574 in latino dal gesuita tedesco Cristoforo Clavio, professore presso il Collegio Romano. La Sfera di Sacrobosco, un compendio dell’Almagesto di Tolomeo, è un trattato diviso in quattro libri: il primo e il secondo trattano della forma della terra e dell’universo, il terzo riguarda lo zodiaco e la durata del giorno e della notte, la quarta è dedicata al moto del sole e dei cinque pianeti (Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio). Sia gli Elementi che la Sfera trovarono posto negli statuti delle Università medievali, in particolare dell’opera di Euclide venivano insegnati i primi sei libri, dedicati alla geometria piana.

Nella mostra si propongono poi tre ulteriori edizioni ottocentesche degli Elementi che hanno un importante valore storico. A seguito della riforma napoleonica dell’università in Francia si assiste alla stampa di nuovi libri elementari. Il Corso di matematiche ad uso degli aspiranti alla Scuola d’artiglieria e genio di Modena, (1805-1808), in 5 tomi, rappresenta la maggiore opera didattica collettiva per la matematica del periodo napoleonico in Italia. L’opera didattica che ebbe maggiore e più duratura influenza furono gli Elementi di geometria di Adrien M. Legendre, tradotta per la prima volta in italiano (Pisa, 1802), le cui varie edizioni verranno pubblicate in tutta Europa per quasi un secolo.

Con l’Unità d’Italia si avverte l’esigenza di riorganizzare la scuola, di preparare nuovi programmi e di dare nuove direttive per unificare l’insegnamento in tutto lo Stato. Vengono costituite apposite commissioni; per la matematica, il principale interlocutore è Luigi Cremona. La scelta è di porre al centro l’insegnamento della geometria, a partire da una nuova edizione degli Elementi di Euclide che Enrico Betti e Francesco Brioschi portano a termine nel 1867 con la collaborazione di Cremona.